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…Nei coloratissimi e iperrealisti acrilici su tavola del fantomatico Dorian X, fanno bella mostra, sfacciati e pieni di sé, enormi, smisurati e turgidi falli: icone gay, trattate con atteggiamento più ironico che provocatorio, ludico e allegramente osceno, ma non privo di intenti di sottile denuncia, almeno a giudicare dal titolo, all’apparenza esoterico e incongruo: Kali Yuga.
Secondo la dottrina induista Veda dei cicli cosmici, l’attuale fase storica, Kali Yuga, è un’era di sfiga, l’era corrotta del materialismo, della perdita dei valori, della morte spirituale, della disputa, della discordia e della confusione, l’era delle tenebre rappresentate da Kali, la shakti tremenda di Shiva, il distruttore… E perché mai ci tocca questo calvario di sofferenze, vi chiederete? Per raggiungere una catarsi, dovuta al fatto che l’uomo è decaduto e, vittima della materia, ha perso le sue prerogative divine e la virtù. Dove poter intendere la capacità dell’uomo di comprendere il messaggio dell’Assoluto, la funzionalità della creazione.
La virtù persa dell’uomo, secondo Dorian X, si direbbe essere la “gaiezza”… la pulsione erotica omosessuale che ha nel cazzo il suo assoluto e, metaforicamente, il passepartout cosmico per schiuderci alla redenzione intesa come presa di coscienza e libera affermazione…che in quest’epoca di merda (eterosessuale) della dea Kali è la libera sessualità. Si può condividere o no questo messaggio, se poi è questo il messaggio di Dorian X (personaggio peraltro ironico, colto e molto spiritoso); comunque…. si possono nel mentre ammirare i suoi giocosi quadri…..godere della citazione orientaleggiante e del grottesco (grandiosa la rilettura dello Zodiaco in chiave pesantemente fallica), il parossismo delle dimensioni (altro che Tom of Finland e Rob Klarke!) e l’iperbole pop, in tele più affollate e complesse che, trent’anni fa, non avrebbero affatto sfigurato sulle copertine di un lp di Santana, Jimi Hendrix o dei Grateful Dead.
Da: Delta di Venere / “L’Era del Grande Cazzo” di Sergio Pomati / Milano, Settembre, 2003
Dorian X dipinge su tavola, usa colori acrilici e si ispira alla pittura rinascimentale e ai maestri fiamminghi. Quadri pieni di dettagli che impreziosiscono scene affollate di situazioni oniriche che ricordano Bosch e Bruegel, ma infinitamente più colorate. Al classico, Dorian X mischia il gusto dell’illustrazione moderna. L’erotismo governa sovrano, prepotente è l’immaginario gay più irridente, che emerge e si fa spazio tra corpi e paesaggi. Sesso ironico, goliardico a volte, che si sposa, anche con provocatorio stridore, a riferimenti mitologici, a soggetti agiografici classici, a simboli di altre culture (indiana in primis). A questo fa da contrappunto la denuncia alla società occidentale: il titolo della mostra Kali Yuga corrisponde all’era contemporanea… E tra i tanti interessi del misterioso artista c’è quello per l’astrologia dal quale deriva l’ispirazione per i dodici dipinti della serie dei “cazzi astrologici”…
Da: NU magazine / Kali Yuga di Silvio Andrei / Milano, Ottobre 2003
Decisamente anomala, la mostra dei quadri in esposizione presso la galleria Babele di Milano. L’artista, Dorian X…. Propone i segni dello zodiaco incrociandoli, in tutti i modi, con membri virili in erezione. Una proposta decisamente destinata a chi non si scandalizza facilmente, ma che non può certo essere accusata di mancare di impatto visivo…
Da: Pride / Lo zodiaco perverso / Milano, Ottobre 2003
Dorian X è un giovane pittore apparso sulla scena della nuova figurazione con una personalità artistica molto decisa; dipinge con colori acrilici su tela, su legno o su tavole sagomate con uno stile in parte ispirato alla pittura rinascimentale o fiamminga. L’arte apocalittica e visionaria di alcuni pittori statunitensi contemporanei come Joe Coleman, o quella dissacrante di Robert Williams, che fanno delle proprie creazioni artistiche uno strumento di critica sociale, costituiscono un adeguato termine di paragone per l’artista. Il suo immaginario è prepotentemente dominato dalla sessualità, o meglio dal tema della potenza sessuale come forza propulsiva di tutto ciò che esiste. Il sesso, insieme ad una dissacrante ironia, è posto alla base di ogni invenzione. Ma la sua opera è anche intrisa di riferimenti simbolici che rivelano una considerevole cultura in campo umanistico.
Da: CityBologna / Kali Yuga di Enrico Costanza / Bologna, 31, 10, 2003
Dorian X è lo pseudonimo di un artista piuttosto noto che desidera però rimanere nell’ombra quando affronta tematiche che differiscono da quelle da lui solitamente trattate, come in questa esposizione di una serie di acrilici su tela che, nel ritrarre il corpo maschile senza timori e né veli, mettono in evidenza l’amore dell’artista per la pittura fiamminga, per i miniaturisti e per soggetti classici, agiografici e astrologici. Di particolare interesse è il ciclo dedicato ai segni dello zodiaco che vi proponiamo in anteprima… Dorian X comunica esclusivamente tramite e-mail. Non si sa dove viva, lavori, si aggiri. Predilige i musei, le pinacoteche, le mostre, le antiche cattedrali e i monasteri, ma non disdegna locali di infimo ordine dove ama confondersi con gli avventori più reietti. E’ grande conoscitore delle tecniche pittoriche antiche, delle composizioni dei pigmenti, delle velature e delle bruniture delle foglie di metalli preziosi. E’ abile artefice di sottili mutazioni di forme non solo sulle tele dei suoi dipinti, ma anche nel proprio corpo. Quasi trasformista non disdegna aspetti al limite del freak…. Pur non apparendo per nulla pedantesco nella conversazione o negli interessi, né accademico nello stile artistico, con sé porta spesso imponenti tomi dei più esoterici autori di scienze occulte…. Adesso pare anche stia scrivendo un romanzo, che sarà un thriller metafisico con omicidi rituali che ricordano le modalità delle orribili pene medioevali per i sodomiti…
Da: Babilonia / Lo “Zodiaco in esposizione” di Carlo Mercandalli / Milano, Ottobre 2003
Miti classici, riferimenti simbolici e letterari in un crescendo fantasy e paradossale. L’immaginario di Dorian X, giovane artista della nuova figurazione italiana, è onirico e carico di dettagli prepotentemente sessuali. L’artista dipinge con colori acrilici su tela, legno e tavole sagomate, e accosta l’immaginario gay all’arte neo pop americana.
Da: ARTE Mondadori / a cura di Cristiana Campanili e Maurizio Sciaccaluga / Milano Novembre 2003
Diceva Carl Gustav Jung che l’arte si divide in due gruppi: c’è un’arte “psicologica”, che è quella che parla chiaramente all’orecchio dell’uomo in modo diretto e deciso. Romanzi, drammi, film: oggi come oggi, la stragrande maggioranza dell’arte è arte psicologica. C’è poi quella che Jung chiama “Arte archetipica”. Essa non dice alla mente dell’uomo, non comunica alla sua intelligenza, né proviene da essa. L’Arte archetipica si riferisce al Sé, alla totalità insita nell’uomo, alla sua energia infinita. E’ preindividuale, preumana, potentissima. Il passato ci ha fornito miriadi di capolavori archetipici, dai mandala tibetani ai trionfi della pittura europea che dipingeva, incantando milioni di fedeli, l’inferno, il paradiso, la fine del mondo. “Apocalypse painting” vuole segnare un ritorno verso quella primigenia potenza visionaria che dovrebbe avere l’arte. Sei artisti: Dast, De Filippis, Dorian X, Jack, Mamma Ferox, Morg, tra espressionismo, suggestioni naif e neopop statunitense. Tutti figurativi. Un solo tema: l’apocalisse ai nostri giorni…
Da: ZERO 6 / Apocalypse Paintings di Osvaldo Mars / Roma, Maggio 2005
Il titolo della mostra “Apocalypse Paintings” rivela i contenuti visionari e talora estremi delle opere esposte. Chi ispirato alla pittura rinascimentale e dal surrealismo di Bosch (Dorian X), chi dalla pittura espressionista, chi rimescola coi colori brillanti dell’arte neopop americana…. Gli artisti traducono sulla tela, con cura meticolosa e non senza ironia, le cupe vicende della nostra epoca, ambientate in luoghi misteriosi in cui gli uomini si dibattono tra i valori dello spirito e le leggi della materia. L’opera di Dorian X è profondamente intrisa di riferimenti simbolici, letterari e mitologici che rivelano la sua considerevole cultura in campo umanistico. In alcuni dipinti è esplicito l’intento di rappresentare una personalissima e spettacolare cosmogonia contemporanea con uno stravagante immaginario gay dei nostri giorni….
Da: BLUE / L’Apocalisse prossima ventura di Dario Morgante e Cristiano Armati / Roma, Giugno 2005
Dorian X artista italiano, irònico, provocador, con una fantàstica e irònica imaginaciòn no pudo resistir plasmar con su divino arte lo que para él (y por que no decirlo, para muchos) serìa una esplicaciòn del odio mas que manifesto que fluye de Joseph Rat contra todo lo que tienen que ver con los homosexuales. Quizàs una mala esperiencia, un sueno homo eròtico reiterado debido a la falta (nunca lo sabremos realmente) de relaciones sexuales pou una auto-impuesta castidad (se supone que cumplida), podrìan ser la explicaciòn que todos buscamos sobre su actitud. Muestra del amor de Benedico XVI hacia los gays y lesbianas fueron las declaraciones que realizò dos dias antes de que Italia saliera a la calle a pedir una ley de parejas civiles, condenando pùblicamente el aborto y el matrimonio homosexual. Italia es de los pocos paìses que aùn se resiste la doctrina del catolicismo màs rancio que defiende Rat, aunque por suerte ya no se limitan a callar a quienes no comparten sus ideas, por fin salen a la calle y se expresan por todos los medios, incluido el arte. Dorian X està convencido y plasma en su obra las habladuriàs callejeras (dice el refràn «curando el rìo suena, agua lleva ») de las orgìas de los purpurados y toda su corte, plasmàndolas con toda su imaginaciòn. Nosotros no hemos querido perder la oportunidad de mostrar a nuestros lectores cual es la visiòn que tienen los gays y las lesbianas italianos de la inquisidora iglesia catòlica. Una imagen vale màs que mil palabras.
Da: GAY Barcelona / El inquisitor adorando al dios cruel /Barcelona, Febrero 2006
Venuto al mondo in una terra di matti, Dorian X è in pista da un bel po’. L’assonanza con i pop-surrealisti americane è più che visibile. Ma anche l’influenza di Joe Coleman – gigante del ritratto apocalittico – è determinante per le creazioni di questo visionario. Fallocrazia, teratofilia, quadri sinottici con dettagli modello “Giardino delle delizie”; un autore senza compromesso alcuno, già da anni nella premiata scuderia della Mondo Bizzarro. Deboli di stomaco e concettualofili vestiti Prada si astengano. Anzi, venghino prego, per una fulminea conversione sulla via della vera arte.
Da: ZERO 6 / Dorian X di Dion+ / Roma, Novembre 2007
Da: Delta di Venere / “L’Era del Grande Cazzo” di Sergio Pomati / Milano, Settembre, 2003
Dorian X dipinge su tavola, usa colori acrilici e si ispira alla pittura rinascimentale e ai maestri fiamminghi. Quadri pieni di dettagli che impreziosiscono scene affollate di situazioni oniriche che ricordano Bosch e Bruegel, ma infinitamente più colorate. Al classico, Dorian X mischia il gusto dell’illustrazione moderna. L’erotismo governa sovrano, prepotente è l’immaginario gay più irridente, che emerge e si fa spazio tra corpi e paesaggi. Sesso ironico, goliardico a volte, che si sposa, anche con provocatorio stridore, a riferimenti mitologici, a soggetti agiografici classici, a simboli di altre culture (indiana in primis). A questo fa da contrappunto la denuncia alla società occidentale: il titolo della mostra Kali Yuga corrisponde all’era contemporanea… E tra i tanti interessi del misterioso artista c’è quello per l’astrologia dal quale deriva l’ispirazione per i dodici dipinti della serie dei “cazzi astrologici”…
Da: NU magazine / Kali Yuga di Silvio Andrei / Milano, Ottobre 2003
Decisamente anomala, la mostra dei quadri in esposizione presso la galleria Babele di Milano. L’artista, Dorian X…. Propone i segni dello zodiaco incrociandoli, in tutti i modi, con membri virili in erezione. Una proposta decisamente destinata a chi non si scandalizza facilmente, ma che non può certo essere accusata di mancare di impatto visivo…
Da: Pride / Lo zodiaco perverso / Milano, Ottobre 2003
Dorian X è un giovane pittore apparso sulla scena della nuova figurazione con una personalità artistica molto decisa; dipinge con colori acrilici su tela, su legno o su tavole sagomate con uno stile in parte ispirato alla pittura rinascimentale o fiamminga. L’arte apocalittica e visionaria di alcuni pittori statunitensi contemporanei come Joe Coleman, o quella dissacrante di Robert Williams, che fanno delle proprie creazioni artistiche uno strumento di critica sociale, costituiscono un adeguato termine di paragone per l’artista. Il suo immaginario è prepotentemente dominato dalla sessualità, o meglio dal tema della potenza sessuale come forza propulsiva di tutto ciò che esiste. Il sesso, insieme ad una dissacrante ironia, è posto alla base di ogni invenzione. Ma la sua opera è anche intrisa di riferimenti simbolici che rivelano una considerevole cultura in campo umanistico.
Da: CityBologna / Kali Yuga di Enrico Costanza / Bologna, 31, 10, 2003
Dorian X è lo pseudonimo di un artista piuttosto noto che desidera però rimanere nell’ombra quando affronta tematiche che differiscono da quelle da lui solitamente trattate, come in questa esposizione di una serie di acrilici su tela che, nel ritrarre il corpo maschile senza timori e né veli, mettono in evidenza l’amore dell’artista per la pittura fiamminga, per i miniaturisti e per soggetti classici, agiografici e astrologici. Di particolare interesse è il ciclo dedicato ai segni dello zodiaco che vi proponiamo in anteprima… Dorian X comunica esclusivamente tramite e-mail. Non si sa dove viva, lavori, si aggiri. Predilige i musei, le pinacoteche, le mostre, le antiche cattedrali e i monasteri, ma non disdegna locali di infimo ordine dove ama confondersi con gli avventori più reietti. E’ grande conoscitore delle tecniche pittoriche antiche, delle composizioni dei pigmenti, delle velature e delle bruniture delle foglie di metalli preziosi. E’ abile artefice di sottili mutazioni di forme non solo sulle tele dei suoi dipinti, ma anche nel proprio corpo. Quasi trasformista non disdegna aspetti al limite del freak…. Pur non apparendo per nulla pedantesco nella conversazione o negli interessi, né accademico nello stile artistico, con sé porta spesso imponenti tomi dei più esoterici autori di scienze occulte…. Adesso pare anche stia scrivendo un romanzo, che sarà un thriller metafisico con omicidi rituali che ricordano le modalità delle orribili pene medioevali per i sodomiti…
Da: Babilonia / Lo “Zodiaco in esposizione” di Carlo Mercandalli / Milano, Ottobre 2003
Miti classici, riferimenti simbolici e letterari in un crescendo fantasy e paradossale. L’immaginario di Dorian X, giovane artista della nuova figurazione italiana, è onirico e carico di dettagli prepotentemente sessuali. L’artista dipinge con colori acrilici su tela, legno e tavole sagomate, e accosta l’immaginario gay all’arte neo pop americana.
Da: ARTE Mondadori / a cura di Cristiana Campanili e Maurizio Sciaccaluga / Milano Novembre 2003
Diceva Carl Gustav Jung che l’arte si divide in due gruppi: c’è un’arte “psicologica”, che è quella che parla chiaramente all’orecchio dell’uomo in modo diretto e deciso. Romanzi, drammi, film: oggi come oggi, la stragrande maggioranza dell’arte è arte psicologica. C’è poi quella che Jung chiama “Arte archetipica”. Essa non dice alla mente dell’uomo, non comunica alla sua intelligenza, né proviene da essa. L’Arte archetipica si riferisce al Sé, alla totalità insita nell’uomo, alla sua energia infinita. E’ preindividuale, preumana, potentissima. Il passato ci ha fornito miriadi di capolavori archetipici, dai mandala tibetani ai trionfi della pittura europea che dipingeva, incantando milioni di fedeli, l’inferno, il paradiso, la fine del mondo. “Apocalypse painting” vuole segnare un ritorno verso quella primigenia potenza visionaria che dovrebbe avere l’arte. Sei artisti: Dast, De Filippis, Dorian X, Jack, Mamma Ferox, Morg, tra espressionismo, suggestioni naif e neopop statunitense. Tutti figurativi. Un solo tema: l’apocalisse ai nostri giorni…
Da: ZERO 6 / Apocalypse Paintings di Osvaldo Mars / Roma, Maggio 2005
Il titolo della mostra “Apocalypse Paintings” rivela i contenuti visionari e talora estremi delle opere esposte. Chi ispirato alla pittura rinascimentale e dal surrealismo di Bosch (Dorian X), chi dalla pittura espressionista, chi rimescola coi colori brillanti dell’arte neopop americana…. Gli artisti traducono sulla tela, con cura meticolosa e non senza ironia, le cupe vicende della nostra epoca, ambientate in luoghi misteriosi in cui gli uomini si dibattono tra i valori dello spirito e le leggi della materia. L’opera di Dorian X è profondamente intrisa di riferimenti simbolici, letterari e mitologici che rivelano la sua considerevole cultura in campo umanistico. In alcuni dipinti è esplicito l’intento di rappresentare una personalissima e spettacolare cosmogonia contemporanea con uno stravagante immaginario gay dei nostri giorni….
Da: BLUE / L’Apocalisse prossima ventura di Dario Morgante e Cristiano Armati / Roma, Giugno 2005
Dorian X artista italiano, irònico, provocador, con una fantàstica e irònica imaginaciòn no pudo resistir plasmar con su divino arte lo que para él (y por que no decirlo, para muchos) serìa una esplicaciòn del odio mas que manifesto que fluye de Joseph Rat contra todo lo que tienen que ver con los homosexuales. Quizàs una mala esperiencia, un sueno homo eròtico reiterado debido a la falta (nunca lo sabremos realmente) de relaciones sexuales pou una auto-impuesta castidad (se supone que cumplida), podrìan ser la explicaciòn que todos buscamos sobre su actitud. Muestra del amor de Benedico XVI hacia los gays y lesbianas fueron las declaraciones que realizò dos dias antes de que Italia saliera a la calle a pedir una ley de parejas civiles, condenando pùblicamente el aborto y el matrimonio homosexual. Italia es de los pocos paìses que aùn se resiste la doctrina del catolicismo màs rancio que defiende Rat, aunque por suerte ya no se limitan a callar a quienes no comparten sus ideas, por fin salen a la calle y se expresan por todos los medios, incluido el arte. Dorian X està convencido y plasma en su obra las habladuriàs callejeras (dice el refràn «curando el rìo suena, agua lleva ») de las orgìas de los purpurados y toda su corte, plasmàndolas con toda su imaginaciòn. Nosotros no hemos querido perder la oportunidad de mostrar a nuestros lectores cual es la visiòn que tienen los gays y las lesbianas italianos de la inquisidora iglesia catòlica. Una imagen vale màs que mil palabras.
Da: GAY Barcelona / El inquisitor adorando al dios cruel /Barcelona, Febrero 2006
Venuto al mondo in una terra di matti, Dorian X è in pista da un bel po’. L’assonanza con i pop-surrealisti americane è più che visibile. Ma anche l’influenza di Joe Coleman – gigante del ritratto apocalittico – è determinante per le creazioni di questo visionario. Fallocrazia, teratofilia, quadri sinottici con dettagli modello “Giardino delle delizie”; un autore senza compromesso alcuno, già da anni nella premiata scuderia della Mondo Bizzarro. Deboli di stomaco e concettualofili vestiti Prada si astengano. Anzi, venghino prego, per una fulminea conversione sulla via della vera arte.
Da: ZERO 6 / Dorian X di Dion+ / Roma, Novembre 2007
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